martedì, Ottobre 20, 2020

La Fondazione Palazzo Bricherasio

L’ultimo periodo di gestione da parte della Piccola Opera Divina Provvidenza, negli anni Ottanta, vide inevitabilmente un declino nelle condizioni di conservazione dell’edificio, sino al completo inutilizzo. Cessate le attività dell’istituto tecnico, nel 1990 il palazzo fu venduto alla famiglia Alessio. Questa vendita segna l’inizio della nuova vita del palazzo: Paolo Alessio e sua moglie Anna Maria Barone mettono in atto un importante intervento di restauro, con il sogno di riportare il palazzo al suo antico splendore e farne un centro culturale e una sede espositiva.

Un cantiere di quasi cinque anni consente il restauro filologico di tutte le decorazioni ma anche l’ammodernamento degli spazi funzionali, con la creazione del grande ascensore e della scala elicoidale che consentono l’accesso a tutti i piani della grande struttura. Il 25 gennaio 1995 viene costituita la Fondazione Palazzo Bricherasio. L’impegno della famiglia Alessio, dei primi collaboratori della Fondazione e poi della figura che ricoprirà il ruolo di Direttore artistico per oltre dieci anni – Daniela Magnetti -, col sostegno delle istituzioni pubbliche piemontesi, faranno di Palazzo Bricherasio la più importante istituzione culturale privata di Torino e uno dei centri espositivi più attivi e rilevanti a livello nazionale. Dal 1995 al 2009 Palazzo Bricherasio realizzerà circa 70 mostre, arrivando ad ospitare oltre 2 milioni di visitatori. Stabilirà rapporti e otterrà prestiti di opere d’arte da tutte le più importanti istituzioni museali pubbliche e private del mondo, registrando alle proprie mostre un’affluenza di pubblico superiore a tutti gli altri musei torinesi.

Fra le mostre di maggior successo e rilevanza, curate con la partecipazione dei maggiori esperti di riferimento a livello mondiale, spiccano: Christo and Jeanne-Claude, ottobre 1998-gennaio 1999; Le seduzioni della montagna. Da Délacroix a Depero, luglio-settembre 1998; Splendori della corte degli zar (allestita presso l’Archivio di Stato di Torino), aprile-luglio 1999; Pittura dura. Dal graffitismo alla street art, ottobre 1999-gennaio2000; La regina di Saba. Arte e leggenda dallo Yemen, settembre2000-gennaio 2001; Botero, marzo-giugno2000; Rabarama, novembre 2000; L’Espressionismo. Un secolo di pittura in Germania, ottobre 2001-gennaio 2002; Aborigena, luglio-agosto 2001; Da Renoir a Picasso. Un secolo d’arte dal Petit Palais di Ginevra, marzo-giugno 2001; Da Rousseau a Ligabue. Naif?, settembre-novembre 2002; Giuseppe Tornatore. Fotografo in Siberia, giugno-agosto 2002; Zenobia. Il sogno di una regina d’Oriente, febbraio-maggio 2002; Armand Guillaumin. Un maestro dell’Impressinismo, ottobre 2003-gennaio 2004; Da Raffaello a Goya. Capolavori dal Museo di Belle Arti di Budapest, ottobre 2004-gennaio 2005; Arte buddista tibetana. Dei e demoni dell’Himalaya, giugno-settembre 2004; Depero Futurista, febbraio-maggio 2004; Renato Guttuso. Capolavori dai musei, febbraio-maggio 2005; Il surrealismo di Delvaux tra Magritte e de Chirico, ottobre 2005-gennaio 2006; Picasso-Dubuffet, ottobre 2006 gennaio 2007; Carlo Mollino. Architetto, ottobre 2006-gennaio 2007; Le tre vite del Papiro di Artemidoro, febbraio-maggio 2006; I Macchiaioli, febbraio-maggio 2007; Michelangelo. Il mito di Leda e la seconda Repubblica fiorentina, giugno-settembre 2007; Juventus. 110 anni a opera d’arte, ottobre-novembre 2007; I Longobardi. Dalla caduta dell’Impero all’alba dell’Italia, settembre 2007-gennaio 2008; Arman, gennaio-febbraio 2008; Canaletto e Bellotto. L’arte della veduta, marzo-maggio 2008; Vivaldimania. Omaggio a Antonio Vivaldi, aprile 2008, Guarini Juvarra Antonelli, giugno-settembre 2008; Delleani e il suo tempo, ottobre-dicembre 2008 (seguita poi da Delleani. La vita e le opere presso il Museo del Territorio Biellese, Biella e Delleani e il cenacolo della contessa Sofia di Bricherasio, Palazzo Guasco, Alessandria, sino al maggio 2009); Akenaton. Il faraone del Sole, febbraio-giugno 2009. Tutte le mostre hanno previsto cataloghi di alto valore scientifico, pubblicati coi maggiori editori specializzati a livello nazionale come Allemandi, Electa, Skira, Silvana, Marsilio.

Per l’ampiezza dell’offerta espositiva realizzata, il prestigio delle collaborazioni scientifiche e istituzionali a livello internazionale, la capacità attrattiva di prestiti dai più importanti musei di tutto il mondo, il successo mediatico e di pubblico, la Fondazione Palazzo Bricherasio resta uno degli esempi più rilevanti di struttura per l’attività espositiva temporanea promossa da realtà private nel panorama italiano degli ultimi trent’anni.